Tattoo dimension: i mouse paintings di Kim Joon alla Boxart Gallery

TattooYou

[img_assist|nid=13588|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]VERONA - Mi interessano i tatuaggi come metafora di un desiderio nascosto o una sorta di pulsione imprigionata nella coscienza umana. Io vedo la pelle, o in alcuni casi il monitor, come un’estensione della tela (Kim Joon).
Inaugura sabato 7 giugno presso Boxart Gallery Tattoo dimension, la prima personale del fotografo e videomaker coreano Kim Joon. 

La personale di Kim Joon si colloca un anno dopo la prima rassegna italiana dei Gao Brothers, pionieri dell’Avanguardia contemporanea cinese dai loro studi radicati nel Distretto 798. 

Kim Joon, artista coreano nato a Seoul (1966), già attivo in USA, Cina, Giappone e in Europa, dove il suo lavoro è stato esposto nelle maggiori capitali (Madrid, Londra, Amsterdam, Parigi). Di recente la celebre casa d’aste Phillips de Pury ha dedicato a uno dei suoi accattivanti Duets (Duetti) la cover della sessione fotografica newyorkese.
L’interesse primordiale di Kim Joon per l’arte del tatuaggio è nato ai tempi del college e durante i tre anni di servizio militare a Seoul, in Korea. Mentre era studente e soldato, Kim Joon iniziò a realizzare tatuaggi fatti in casa per i suoi amici, rischiando di incorrere nell’intervento del governo coreano per cui il tattoo è tuttora taboo per i civili, “indossato” solo da militari o fuorilegge. Proprio il carattere permanente del tatuaggio affascina l’artista e lo porta a esplorare le dinamiche d’interazione tra dimensione mentale e fisica.
Il mezzo privilegiato da Kim Joon è lo stesso dei fratelli Gao:[img_assist|nid=13589|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=640] la fotografia digitale. Partendo da una formazione pittorica, Kim Joon conia il neologismo di mouse paintings (body painting realizzati al pc) per definire le sue immagini di corpi nudi tatuati. Corpi virtuali, immersi in sfondi stranianti - che ripetono il motivo del tattoo - o semplicemente sospesi nel vuoto irreale. La magistrale elaborazione fotografica nel sovrapporre il tatuaggio alle membra ammicca però alla verosimiglianza di una generazione futura di umanoidi.
Tattoo dimension è infatti il panorama in cui si stagliano anatomie perfette, ma senza volto, in pose accattivanti da magazine di moda, spesso avvinghiate in un conturbante erotismo. Come nella serie dei Duetti del 2006, da cui parte la rassegna per arrivare alle più recenti variazioni sul tema: un moltiplicarsi di membra contorte da Dea Khali, spuntano nelle foto della sezione Party (2007).
A prima vista, l’appeal di questi umanoidi è accentuato dagli splendidi arabeschi che rivestono i corpi, sotto forma di tatuaggio, spesso motivi tratti da tessuti tradizionali coreani. Di contro, talvolta sono i loghi di multinazionali globalizzate (BMW, STARBUCKS, GUCCI) a ricoprire i corpi “in affitto”, come nell’emblematica We (Noi). Ad uno sguardo più attento, tuttavia, la pelle appare danneggiata, come un’unica cicatrice, e non c’è contatto fisico tra individui. L’afflato vitale è venuto meno, i corpi diventano inerti, torsi privi di linfa ripetuti in sovrapposizioni omologate e infinite (vedi le serie Ebony-Ebano e Bird land-Terra degli uccelli del 2008). Non c’è vita nella (futura?) Dimensione Tattoo. In mostra, oltre alla ventina di immagini fotografiche di grandi dimensioni, anche un video dove ancora una volta, la pelle è al centro della ricerca. Una sequenza di close up su braccia e gambe vede il formarsi di bolle deformanti sulle membra, probabile frutto di un contagio o di anormale mutazioni genetiche.

[img_assist|nid=13590|title=|desc=|link=none|align=left|width=640|height=640]Dal 7 giugno al 31 luglio 2008

Boxart Gallery, Via Dei Mutilati 7a - VERONA

Kim Joon - Tattoo dimension
 
 
A cura di Dooeun Choi

Vernissage: sabato 7 giugno, alle ore 18.30

Orario: 10-12.30 e 15.30-19.30

Ingresso libero

Info: tel. 0458000176

info@boxartgallery.com
 
www.boxartgallery.com