Lois Anvidalfarei - Ecce Homo

Dal 22 gennaio al 22 febbraio 2011

La mostra di nuove sculture e disegni porta a una visione affascinante dei progetti attuali dello scultore internazionale Lois Anvidalfarei. Punto centrale della mostra alla Galleria Goethe di Bolzano è ancora il corpo umano e, attraverso esso, la fascinazione di ciò che è fisico, carnale. Il gruppo scultoreo „Ecce Homo“, mette a confronto l’osservatore con una situazione drammatica e cruda: all’interno di una cornice disadorna, una semplice costruzione in legno, sono collocate tre figure sospese – una, quella in mezzo, appesa a una corda al suo costato, le altre due laterali, riverse, con i piedi annodati alla fune.
Da sempre l’artista badiota Lois Anvidalfarei è immerso nella tematica – figura nello spazio. Nelle posizioni insolite, tra riposo, fluttuazione o cedimento e loro caduta, i corpi di Anvidalfarei toccano qualità diverse, fuori dall’ordinario. Completamente contrarie all’esperienza quotidiana, capovolte dall’artista, le nostre membra, componenti del nostro corpo, vengono portate a una comprensione radicalmente diversa. Una testa rovesciata verso il basso, si presenta di colpo come un’esperienza sculturale „astratta“ formata da svariate superfici ondulate, un braccio inclinato, come una parentesi, diventa quasi margine di spazio; un corpo sospeso, puro volume, anziché figura che racconta una qualsiasi storia.
Il trittico „Ecce Homo“, concentra in qualche modo le ricerche e le riflessioni che Anvidalfarei ha fatto durante il suo percorso artistico fin’ora. Come puó cambiare il corpo umano? Come agisce in determinate situazioni? E come rapportarlo all’arte, alla sua storia culturale? „Ecce Homo“ è un’interpretazione della parola „Ecco l’uomo (Guarda, com’è l’uomo)“. Come allora ci appare nell’opera di Lois Anvidalfarei?
Esso ci appare semplicemente come corpo, appeso come carne da macello. Forza drammatica naturalmente voluta, che esige un attento sguardo sulla forma e rispecchia il proprio contenuto quasi per intero. L’imperativo „guarda“ dirige l’occhio direttamente sulla carne e i dettagli di un corpo che attraverso la sua forzata e condannata posizione diventa astrazione delle proprie strutture fisiche.
Il capovolgimento e l’inesorabilità – due prese artistiche che non provocano, bensì vogliono dimostrare – orientano l’attenzione alla sostanza dell’essere uomo: dapprima in senso letteralmente corporale, in seguito poi a una lettura metafisica delle opere di Anvidalfarei, anche per la loro analogia a un contenuto religioso. Entrambe riuniscono l’osservatore a una forza impressionante dell’umano.

Scheda Evento

Location:
Galleria Goethe, Via Della Mostra 1 - BOLZANO
Tel.:
0471975461