La Guerra Fredda - Cold War. Arte e design in un mondo diviso 1945–1970 al Mart di Rovereto

Deep Focus
[img_assist|nid=19047|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]Rovereto (TN) - La Guerra fredda, la cortina di ferro, le tensioni tra l'alleanza atlantica e i paesi del blocco sovietico, oggi sembrano episodi lontani, ma in realtà hanno accompagnato la storia del ‘900, dal dopoguerra agli anni Settanta, e soprattutto hanno ispirato e animato le manifestazioni della creazione artistica. La Guerra Fredda - Cold War. Arte e design in un mondo diviso 1945 – 1970, è la prima importante esposizione che ricostruisce il clima di un periodo cruciale per la società, la politica e la cultura mondiale, attraverso lo sguardo delle arti, dal design all’architettura, dal cinema alle arti visive.
Esposti oltre 250 oggetti, tra cui un’importante selezione di opere provenienti dalla Collezione Permanente del Mart: dallo Sputnik alla tuta da austronauta delle missioni “Apollo”, dai film di Stanley Kubrick ai dipinti di Robert Rauschenberg, dalle ceramiche di Pablo Picasso ai vestiti di Paco Rabanne. La mostra presenta oggetti affascinanti come i mobili in fibra di vetro di Charles e Ray Eames, o il radioricevitore mondiale T1000 della Braun, disegnato da Dieter Rams. Si potranno inoltre ammirare i bozzetti architettonici di Le Corbusier, di Richard Buckminster Fuller e di Archigram, e le nuove forme di trasporto del dopoguerra, come la P70 Coupé (un precursore della Trabant di plastica), la micro-auto Kabinenroller della Messerschmitt e la Vespa.

[img_assist|nid=19049|title=|desc=|link=none|align=left|width=505|height=640] La mostra approfondsce gli aspetti del periodo della Guerra fredda che hanno influito sulle arti, mentre imperversavano le divisioni tra comunismo e capitalismo, tra due diverse concezioni di “modernità”, comprensive di mosse politiche e militari, spionaggi, conquista dello spazio. Concentrandosi sugli anni dal 1945 al 1970, la mostra raccoglierà oggetti e opere artistiche provenienti dai due blocchi del “mondo diviso”: Stati Uniti, Unione Sovietica, Regno Unito, Cuba, Germania Ovest e Germania Est, Italia, Polonia, Francia e Cecoslovacchia.
Cold War prende avvio dai programmi di ricostruzione intrapresi dopo la seconda guerra mondiale dai paesi appartenenti ai due blocchi, guidati dagli Stati Uniti e dall’Unione Sovietica
La “Guerra fredda” inizia da qui: è una guerra di nervi per la supremazia mondiale, combattuta per oltre trent’anni anche a colpi di innovazioni scientifiche, dalla corsa agli armamenti ai programmi di edilizia sociale.
I nuovi prodotti e le tecnologie industriali del mondo occidentale sono così messi a confronto con l’arte e l’architettura del realismo socialista. L’esposizione si soffermerà, ad esempio, sulle due visioni architettoniche rivali che si fronteggiavano a Berlino: nella parte est la[img_assist|nid=19050|title=|desc=|link=none|align=right|width=479|height=640] monumentale Stalinallee e, nel settore ovest, i programmi edilizi di Interbau che coinvolsero grandi protagonisti dell’architettura moderna, come Le Corbusier e Walter Gropius.
La mostra Guerra Fredda - Cold War vuole mettere in evidenza come il desiderio di modernità sia entrato anche nell’ambiente domestico, a partire dal celebre dibattito tra Nixon e Krusciov che si tenne nel 1959 alla Mostra Nazionale Statunitense a Mosca, incentrato sulla funzione dello spazio della cucina all’interno della casa.
Ma in quegli anni, l’immaginario collettivo era ossessionato dal pensiero di un’incombente guerra reale. La minaccia nucleare, e il modo in cui era vissuta, sarà rappresentato nella mostra attraverso la grafica, l’arte, il cinema e i grandi progetti utopici come la cupola geodesica sopra Manhattan pensata nel 1962 da Buckminster Fuller.
Una sezione è dedicata alla corsa per la conquista dello spazio e ai trionfi dell’alta tecnologia, come la prima missione spaziale di Yuri Gagarin a bordo della capsula Vostock. Saranno in mostra i progetti di Raymond Loewy per gli interni delle navette spaziali NASA, oltre agli esempi di tute sperimentali, ma anche mobili, architetture, arte e moda ispirati al mondo della fantascienza.
Era anche una “guerra” in cui le grandi realizzazioni edilizie facevano la loro parte nell’affermare una supremazia tecnica: ed ecco allora scendere in campo l’architettura, soprattutto con la gara in altezza: da una parte la Post Office Tower di Londra e dall’altra la Torre Ostankino a Mosca.
Sono questi anche gli anni in cui i giovani vogliono far sentire la loro voce. In mostra troveremo manifesti, poster propagandistici e i film che hanno contribuito a plasmare l’immaginario collettivo, come Goldfinger, Ipcress, Dottor Stranamore e 2001 Odissea nello spazio, oltre alle scenografie originali di Kenneth Adam.
Le fotografie documentano il disagio delle nuove generazioni: le grandi manifestazioni di protesta contro la guerra del Vietnam, il ‘68 a Parigi e la primavera di Praga.
Nell’ultima sezione la mostra presenta alcuni progetti sviluppati grazie alla ricerca tecnologica promossa per l’industria bellica. Studi di architetti quali Superstudio e Archigram crearono infatti prototipi come ambienti gonfiabili, mobili e ogg