Per i TARM è arrivata la seconda rivoluzione sessuale

Indies

[img_assist|nid=3709|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]PORDENONE - E’ prevista per venerdì 9 febbraio l’uscita de La seconda rivoluzione sessuale,  quinto viaggio in studio per i Tre allegri ragazzi morti. Il nuovo album esce a quasi tre anni dal precedente Il sogno del gorilla bianco e si preannuncia come il modo migliore per festeggiare dieci anni di  discografia e quasi mille concerti in giro per lo stivale.

Registrato dentro il nido dei Meganoidi a Genova, il nuovo disco si colorisce di grooves più dance, frutto di collaborazioni con gli ottoni dei Meganoidi, le chitarre di Ru Catania (Africa Unite) e di Agostino dei Lombroso, col rap in francese della cantante Flora Michal, la voce di Marcella De Gregoriis.

Il disco presenta dodici nuovi brani, undici inediti più una cover, di una canzone degli Art Brut, My Little Brother, che è diventata Mio fratellino ha scoperto il rock’n’roll. Una versione costruita sul basso di Brian Ritchie dei Violent Femmes e con i cori e le chitarre dei Zen Circus.

Un esorcismo nei confronti dell’esistenza occidentale quello proposto ancora una volta dal trio pordenonese, che non rinuncia neanche questa volta a posizioni forti nei confronti del business musicale, quali l’omissione della faccia dei musicisti sostituita dalla ormai famosa maschera a forma di teschio e dell’indipendenza produttiva grazie all’etichetta La Tempesta, con la quale negli ultimi anni ha dato voce anche ad altri importati artisti come Moltheni e Giorgio Canali.

La figura femminile di questo lavoro è la Salamandra. Non è la[img_assist|nid=3710|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=382] timida Occhi bassi, né la disperata sognatrice Francesca, che capisce quello che capisce, e neanche la combattiva Signorina Primavolta.
La Salamandra combatte gli spettri della morale corrente prendendo coscienza della propria sessualità in un rapporto con l’acqua e il fuoco. In altre epoche l’avrebbero chiamata strega.

Il disco ha molti colori. Vira anche verso sensazioni che Davide definisce blu, come negli episodi La sorella di mio fratello o Ninnanannapernina, una ninnananna erotica cantata a due voci. Il disco contiene anche un omaggio a tutti i giornalisti che in questi anni difficili per la musica italiana, strozzata da evidenti dinamiche internazionali, hanno continuato a scrivere di rock e ai musicisti che a questo modo di essere hanno dedicato la loro esistenza. La canzone in questione si chiama La sindrome di Bangs.

Curiosa come sempre la copertina: qui, un cane nero con la mascherina a teschio. Un cane nudo messicano disegnato da Davide a tempera.
La grafica della copertina vede ancora i disegni chiave, cioè quelli che hanno ispirato le canzoni, alternati a foto e grafica organizzati elegantemente da Alessandro Baronciani, con il quale Davide ha condiviso una parte del proprio percorso artistico.