I 300 eroi di Sparta secondo Frank Miller

ConSequenze

[img_assist|nid=5372|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]Presentato al 57° Festival Internazionale del Film di Berlino, è recentemente uscito nelle sale italiane 300, film ispirato al fumetto dell’autore di culto Frank Miller, diretto dal regista pubblicitario Zack Snyder che, dopo l’esordio avvenuto qualche anno fa col sorprendente L'alba dei morti viventi, torna dietro la macchina da presa per raccontare la sanguinosa battaglia delle Termopili e le epiche gesta di quei valorosi 300 spartani che ne furono i protagonisti.

Tradizione vuole che nel lontano 480 a.C, al passo delle Termopili, posizione strategica ideale per entrare in Locride e poi in Attica, l'esercito degli Spartani guidati dal re Leonida, che poteva contare solo su 300 elementi, cui si aggiunse un piccolo esercito di volontari, si confrontò con le preponderanti forze persiane (circa 100.000 uomini) del re Serse.

Furono giornate di duri e sanguinosi combattimenti, finché i Greci, traditi da uno dei loro, Efialte, furono presi alle spalle dai Persiani, giunti attraverso un sentiero poco conosciuto. Leonida, conscio del tradimento, decise di resistere, ma tutto fu perduto. La battaglia dette però l'impulso a tutti i Greci di unire le proprie forze per difendersi e combattere i nemici esterni, dando luogo ad una delle prime alleanze democratiche tra popoli diversi.
Protagonista assoluto della pellicola di Snyder è Leonida, interpretato dallo scultoreo, palestratissimo Gerard Butler: lo incontriamo subito, ad inizio film, quando lo spettatore viene[img_assist|nid=5373|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=338] introdotto ai metodi educativi riservati ai figli maschi a Sparta, città guerriera per eccellenza, in cui i deboli venivano soppressi senza alcuna pietà. A Sparta l'ideale era la perfezione e la forza fisica, la capacità di lottare e l'intuito strategico: assistiamo così ai primi rudimenti educativi imposti dal padre al piccolo Leonida e, infine, al suo allontanamento dalla famiglia per una vita da re guerriero. Lo ritroviamo adulto, sposato con la bella e altera Gorgo (Lena Headey), donna di grande dignità, e con un figlio piccolo a carico.

Fu proprio Leonida a prendere la difficile decisione di opporsi in nome di una Grecia libera e, soprattutto, per l'onore e la gloria di Sparta, all'esercito persiano e alle sue mire di invasione, esercito guidato dall'abile Serse (interpretato da Rodrigo Santoro), qui  in una discutibile e divertente mise da drag – queen.
Fedele al fumetto, ma al tempo stesso molto originale nell'equilibrata contaminazione tra suggestioni classiche ed estetica postmoderna, 300 sorprende lo spettatore per quel suo approccio forte e l’originale trasposizione cinematografica, visivamente molto intensa, del lavoro di Miller.
Il film infatti prende le distanze da pellicole di genere come potrebbero essere Il Signore degli Anelli, Troy, Il Gladiatore, dove l'intrattenimento e l'azione si sviluppano parallelamente a storie forti, dense di tematiche universali come etica, passione, tradimento, onore, dignità, rispetto e amore, proponendo invece una visione in chiave assolutamente moderna di un episodio del passato, di un mito. Una visione quindi dove la modernità si fonde alla perfezione col gusto ed il rispetto della classicità.
Narrativamente la sceneggiatura non aggiunge nulla di nuovo a quanto non sapessimo già (tolti mostri, mostriciattoli ed eventuali tali) ma va rilevato che 300 è un film che senz’altro appassiona e che farà non poca cassetta nei botteghini dei multisala della italica penisola. E se le cose stanno così, come per ogni blockbuster che si rispetti, ve ne consigliamo la visione.