Marion Greenstone - Antologica

Dal 24 marzo al 18 maggio 2011

A Venezia, dal 24 marzo, Palazzo Zenobio ospita la prima retrospettiva dedicata all’artista Marion Greenstone, curata da Archie Rand. Un omaggio all’artista di New York, scomparsa nel 2005, che partendo dall’informale e dall’astratto è giunta negli anni Sessanta tra i grandi artisti della pop art e infine alle liriche ampie tele e collage dell’ultimo periodo. Un percorso segnato dalla forza e dall’integrità di un’artista che, pur partecipando alle grandi vicende dell’arte contemporanea, ha scelto una riservata indipendenza dalle logiche del mercato, “uno dei primi artisti indipendenti e anticonformisti – scrive Archie Rand - il suo rifiuto è garanzia del suo rigore.

 

Nella mostra sono esposti oltre cinquanta dipinti, scelti tra tutte le opere dell’artista sparse tra musei, collezionisti e amici, che un’accurata ricerca ha individuato e raccolto grazie all’impegno della sorella Cora, di Marco Agostinelli e di Archie Rand (Premio Guggenheim 1999): la ricostituzione di un brano della storia dell’arte del secolo scorso che sembrava fosse andato irrimediabilmente perduto.
La mostra si articola nei tre grandi periodi della produzione pittorica dell’artista: l’informale e astratto degli anni Quaranta e Cinquanta, la pop art degli anni Sessanta e la produzione di collage e dipinti di ampie dimensioni - fiori, piante, conchiglie - che dai primi anni Settanta fino al Duemila hanno caratterizzato i suoi lavori. Del primo periodo sono esposti i dipinti realizzati quando l’artista era allieva di Vaclav Vytlacil, maestro anche di Twombly, Rauschenberg e Louise Bourgeois. Del periodo decisamente pop sono esposti venti dipinti di varie dimensioni, composizioni che spesso escono dal formato tipico del quadro per diventare quasi scultura, opere che oggi si trovano in spazi pubblici e musei americani e canadesi. Dell’ultimo periodo sono esposte opere sbalorditive per la loro liricità, luminosi e delicati che possono ricordare in parte certi dipinti della O’Keefe. Scrive Archie Rand in catalogo:…quei gialli e rosa pesca insoliti, con tocchi di un pallido verde acqua, mantengono una sobrietà tanto rara e conturbante da farci sospettare che quello che stiamo guardando è nuovo. E infatti lo è. Quale altro artista riesce ad essere voluttuoso e allo stesso tempo malinconico? Forse Bonnard…
Si è detto che… Marion Greenstone è stata un personaggio trasversale e forse quasi unico nel panorama della pittura del novecento, dal secondo dopoguerra alla fine degli anni novanta… per aver rinunciato al successo in nome della sua integrità e fermezza di pensiero. Certo non era la sola: l’artista si trovò allineata con altri artisti che credevano fortemente all’indipendenza, al di fuori dei “giochi” delle gallerie e dei mercanti d’arte. Cari compagni di viaggio, raffinatissimi interpreti insieme a lei dell’arte di quei tempi, furono gli amici Joe Raffaele, Paul Thek, Eva Esse.
Scrive Rand: …la loro ribellione allo statu quo avrebbe offerto ad altri artisti delle alternative che vengono oggi alacremente sfruttate.

Scrive la Greenstone stessa …non saprei descrivere il mio lavoro o il suo processo creativo in modo da renderlo comprensibile a chi lo osserva. Posso dire solo che i miei quadri sono l'unico mezzo che mi permette di dare forma a idee e immagini che non potrebbero esistere in alcun altro modo. Il mio scopo è creare bellezza, ma tale bellezza non è necessariamente relazionata a cose realmente esistenti. A volte traggo ispirazione da piante, conchiglie, fiori, paesaggi o luci, ma questi sono solo dei punti di partenza. Quei dipinti non narrano delle storie né riproducono degli oggetti. Voglio che le mie opere siano delle esperienze dirette e uniche, sia per chi le osserva che per me. E quando riescono nel loro intento, esse evocano immagini, sensazioni, ricordi e idee che non saprei esprimere in altro modo. Non mi interessano mode e mercati, mi interessa la bellezza.
Scrive Archie Rand: …non abbiamo mai fretta di familiarizzarci con le opere di artisti che non conosciamo perché sospettiamo che il loro calibro non sia stato tale da meritarsi l’attenzione del pubblico. E’ una reazione quasi viscerale che ci fa dimenticare che Veermer rimase sconosciuto fino a quando i suoi dipinti non furono distinti una volta per tutte da quelli di de Hooch, o che la cognata di Van Gogh, spinta da affetto e rispetto, tenne le sue tele nell’ombra finchè i tempi non furono maturi per riconoscerne l’eccellenza…

“Alla ricerca di Marion Greenstone” video di Marco Agostinelli
All’inaugurazione della mostra, sarà presentata la prima nazionale del documentario di Marco Agostinelli “Alla ricerca di Marion Greenstone”. Il film, della durata di 30’, è una specie di road movie alla ricerca delle opere dell’artista (fatto insieme alla sorella Cora), sparse tra musei, biblioteche e case private d’America. Il documentario resterà visibile per l’intero periodo della mostra.

Scheda Evento

Location:
Palazzo Zenobio, Dorsoduro 2596- VENEZIA
A cura di:
Archie Rand
Tel.:
0415228770