Margareth Dorigatti - 2 Laghi

Dal 25 febbraio al 22 marzo 2011

Tutto, nel lavoro di Margareth Dorigatti, ci parla, da sempre, di un'investitura da parte del gesto pittorico, del corpo-anima della pittura, sopra ed oltre il codice scritto dell'immagine o della parola, sopra ed oltre il confine dei segni e delle cerniere portanti del linguaggio artistico. Ovunque, anche in passato, macchie, strisciature di grafite, di biacca, sgocciolature di pennello, polveri, sabbie, scrittura attraversano i campi separati della tecnica, del supporto, dell'immagine, della parola e grondano umore. 

Un doppio registro accompagna il lavoro di Margareth Dorigatti da sempre. Il rapporto tra Roma e Berlino, l'altra città della sua formazione, si è ancora rinsaldato, negli ultimi cinque anni, tanto da scompartire e ricomporre il tempo della sua vita, quasi a metà, tra le due città. 

La presenza di una vasta natura nel cuore di Berlino le consente ampi spazi di riflessione e distensione. Con lo Schlachtensee ha un rapporto di confidenza e d'amore. Nella sua biografia, questo lago rappresenta, e non solo metaforicamente, il luogo di una salvazione, del riparo, della redenzione. Ogni ansa, ogni anfratto le sono noti, lo attraversa a nuoto, ne riconosce gli odori e i rumori e un progetto sul lago di Schlachtensee le viene proposto da Leon Janucek - suo mecenate-collezionista - che vive nei pressi del lago.  Il lago è la coppa, il crogiolo, l'Athanor alchemico, il deposito mnestico, l'immagine stessa della quiete e della serenità, che deve subire, tuttavia, continue trasformazioni, per consentire l'evoluzione in una continuità naturale della storia individuale. L'aderenza di quest'immagine, con il momento particolare della sua esistenza, la riconduce all'altro lago della sua adolescenza, il lago di Monticolo, vicino a Bolzano. E' un corto circuito tra "vasi-comunicanti" quello che s'innesta, a questo punto, nella sua immaginazione.

Nei dipinti, nelle carte che l'artista ha "lavorato" per questa mostra, per la prima volta, ogni confine lineare pare per sempre svanito, ogni parola è muta. Un silenzio integrale avvolge la vicenda degli impasti, delle polveri in sospensione, delle foglie e degli umori che si macerano nella polla alchemica del naturale comporsi e decomporsi, del lasciar intravvedere fondo e superficie in continuità, con la fiducia di essere specchio del cielo e bacino di raccolta della terra, in profondità: luce, nella trasparenza, nel riflesso e ombra nella poltiglia liquida, come quella che si travasa, in continuazione, dal nostro corpo verso la terra e dalle impurità raccoglie l'energia che si traduce in fecondante seme e rigenerazione. 

 

Scheda Evento

Location:
Galleria Goethe, Via Della Mostra 1 - BOLZANO
Tel.:
0471975461