Luca Chistè - Telecom

Dal 22 febbraio al 19 marzo 2011

La cabina telefonica nell'era del telefonino

Come spesso accade alle infrastrutture dedicate ad un pubblico servizio, tali manufatti sono diventati un luogo ove la cultura “underground”, le persone comuni e, soprattutto il tempo, hanno costruito, talvolta senza immaginarlo, testimonianze, “presenze” ed infinite, piccole storie, “impronte” di un passaggio intenzionale o di una comunicazione estemporanea, accresciute dal valore del tempo che tutto logora e che, anche su queste strutture, finiscono con lo scavare segni profondi ed indelebili.

Sotto il profilo concettuale, quindi, le “cabine” Telecom sono tòpos ove. Grazie alla registrazione fotografica di specifiche tracce umane o di quelle incise dal tempo, è possibile giungere al riconoscimento di una precisa identità socio/culturale. L’approccio a cui si è pensato nel fare questo lavoro, cercando di mantenere per esso una precisa identità formale, cromatica e segnica, è stato quello di “catalogare” l’effimero impiegando una visione che, in qualche modo, fosse riconducibile alle ipotesi definite dalle ricerche di micro-antropologia urbana.
L’osservazione di questi luoghi fotografici e il loro stato di semi-abbandono. spingono tuttavia l’analisi aldilà del “denotatum” visivo registrato sul sensore digitale. Sotto il profilo simbolico, infatti, queste immagini vanno collocate entro una dimensione che rappresenta, per molti versi, un efficace spaccato della nostra imbarbarita “società civile” e, ineluttabilmente, di come tutto sia destinato a modificarsi degradare e morire.

Questa ricerca, iniziata nel 2007 in parallelo ai lavori “In the bar” è il più ampio filone di immagini sulla realtà urbana raccolte nel progetto “Urban pola portraits”, prosegue l’idea che è possibile trovare fotografie di ispirazione nelle cose di tutti i giorni e che, troppo spesso, metabolizzate senza speranza alla nostra visione, diamo per scontate.

Luca Chistè è nato il 29 aprile 1960 a Trento, ove risiede e lavora. Sociologo, ha pubblicato una tesi sulla storia delle tradizioni popolari della Val di Non (Revò), dove ha analizzato l'impiego della fotografia come metodo autonomo nell'ambito delle scienze sociali e dell'antropologia culturale. 
Ha conseguito un master in formazione presso l’Università Cattolica di Piacenza. 
Si occupa di fotografia dal 1980 e ha all'attivo numerosi studi e pubblicazioni. Da anni svolge attività di formazione sul linguaggio fotografico, le tecniche di ripresa, post-produzione e stampa di immagini analogiche e digitali. 
La sua attività di indagine si concentra sulla fotografia etno/sociologica e sul paesaggio, sia naturalistico che urbano. Per il proprio lavoro fotografico utilizza un metodo basato su un collaudato workflow orientato all’ottenimento di stampe fine-art di grande formato: la ripresa è ottenuta con negativi b/w di tipo analogico realizzati solitamente con equipaggiamenti di tipo "LF" e "MF" (Large Format e Medium Format). I negativi sono quindi sviluppati dall’autore e vengono successivamente digitalizzati con scanner ad elevate prestazioni ed acquisiti, in accordo al processo c.d. “ibrido”, in camera chiara (post-produzione digitale).
In tempi più recenti, per alcune ricerche monografiche a colori, ha fatto impiego di equipaggiamenti digitali ed un work-flow calibrato per la corretta gestione colore (CMS - Color Management System) in tutte le fasi del processo (ripresa, post-produzione e stampa).
Le immagini impiegate nelle rassegne sono realizzate in tiratura numerata od a singolo esemplare, e sono ottenute con l'impiego di particolari metodologie che ne consentono la certificazione secondo quanto previsto dalla fotografia fine-art d'autore.


Scheda Evento

Location:
Galleria Foto Forum, Via Weggenstein 2/1- BOLZANO
Tel.:
0471982159